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Comitato per Scarpino " Cesare Tirasso "

.....INDIETRO TUTTA.......

NO!!!ALL'INCENERITORE!!!

COORDINAMENTO GENOVESE COMITATI A DIFESA DI AMBIENTE , TERRITORIO E SALUTE DEI CITTADINI

Benvenuti nel Sito del

COMITATO PER SCARPINO- CESARE TIRASSO

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8 月 13 日

incggi incassiamo , nostro malgrado , l' impegno di AMIU per la costruzione della strada che porterà fra 3 anni alla discarica , nessuno di noi sottovaluta l'impatto ambientale e i disagi che la costruzione della strada porterà alla vallata , fermo restando i forti dubbi che abbiamo sulla sua reale fattibilità visto che da un attenta lettura del progetto si evince che , nell’ultimo tratto si arriva a pendenze superiori al 23% improponibili per una cosiddetta “ strada alternativa di accesso a una discarica che , se continua questo ritmo di riempimento avrà si e no 3 / 4 anni di vita . AMIU ha acquistato interi lotti di terreni adiacenti alla nuova strada , larga 7,5 mt. Con 2 marciapiedi da 1 mt. l’uno , hanno già ceduto a COOPSETTE  48.000 mq. di aree , perché ? non sarà   , forse  , che questi furboni abbiano già pensato al  POST MORTEM , vale a dire , fra 3 anni sara pronta la nuova strada , la discarica sarà piena e noi ci ritroviamo con una bella strada panoramica che porterà alla nuova oasi verde della “ RIVASSA “, sappiamo che per “ LORO “ e facile ottenere tutti i permessi tipo cambio di destinazione d’uso da terreno agricolo a edificabile….

Villa Gavotti ….insegna .

 

COMITATO PER SCARPINO " Cesare Tirasso "

11 月 24 日

 

                                                Comitato per Scarpino  “ Cesare  Tirasso “

 

Mobile 349 7789564

http://perscarpino@.spaces.live.com

E-mail perscarpino@libero .it

 

 

 

 

 

 

Noi del Comitato per Scarpino  abbiamo deciso di dedicare la nostra lotta all'amico Cesare Tirasso , scomparso il 12 Febbraio di quest'anno ,  perché, come lui , crediamo che gli ideali di Democrazia e Giustizia debbano sempre essere rispettati , non solo da noi,  ma anche dai potenti , e soprattutto dai prepotenti che si mascherano dietro false ideologie, esseri , mossi unicamente dalla loro infinita sete di potere e amministrazioni in combutta con i loro partiti di riferimento , qualunque essi siano, abili in un solo campo , quello di fare soldi sulle spalle di noi onesti cittadini
 
Cesare sognava questa vallata libera dalla discarica nauseabonda , la vedeva con gli occhi dell’ uomo che quarant'anni  fà si dissetava  alle sue ricche sorgenti e si rinfrescava sotto i castagni profumati, mai e poi mai avrebbe accettato l' inceneritore  mostro che AMIU vorrebbe costruire a Scarpino
.

11 月 24 日
ciao a tutti , siamo una nazione molto fortunata , vi allego un interessante articolo tratto dal sito www.comedonchisciotte.org dove si analizza una parte del discorso veltroniano fatto al lingotto di torino sull' argomento ambiente/rifiuti.
ciao a tutti
10 月 7 日
 Ciao.Volevo dire che sono stata alla manifestazione in Villa Croce e che mi è piaciuto l'intervento per Scarpinp.Io abito a Prà da 40 anni e mi è bastato veder sparire il mare ,cementificare la fascia e le splendide colline con CEP e lavatrici!Vorrei fare qualcosa per scarpino.é possibile avere le date manifestazioni prox?
9 月 9 日

Comitato per Scarpino

Comitato per Scarpino per la lotta contro l'INCENERITORE che vogliono mettere a genova

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第 1 张,共 40 张
7月21日

relazione

 

Comitato per Scarpino

perscarpino@libero.it – mobile 334 3275551

Scarpinodecide!


Borzoli, 25 Luglio 2009



Uno dei problemi più pressanti per il prossimo futuro delle cosiddette società avanzate è quello dello smaltimento degli RSU, i rifiuti solidi urbani. Le discariche come la nostra di Monte Scarpino e i termovalorizzatori (inceneritori) sono tecnologie che vanno superate per le devastanti conseguenze che hanno sull’ambiente e sulla salute umana.

La via da seguire è quella di un adeguato potenziamento della raccolta differenziata.

Una strada però che necessita di una “nuova cultura” che veda il rifiuto come una risorsa rispettosa dell’ambiente, non perché recupera calore, ma perché fa diminuire il bisogno di materie prime,rallentando così il continuo sfruttamento del pianeta.

Oggi giorno esistono industrie che impiegano tecnologie che consentono il loro recupero ed il loro riutilizzo con un residuo delle lavorazioni del rifiuto che può arrivare a meno dell'1% dei volumi in entrata (ad esempio, il “Centro riciclo” di Vedelago il Consorzio Priula e molte altre).
La gamma di materie prime “secondarie” originate dai rifiuti si sta oggi allargando in Italia a interi settori industriali.
L'attività consiste nel ricevere le frazioni secche riciclabili dei rifiuti urbani e assimilati, selezionare i materiali in base alla composizione merceologica, compiere le operazioni necessarie per la riduzione volumetrica, gestire la fase di destinazione in uscita delle singole tipologie di materiali che, in relazione alla possibilità di riutilizzo, vengono consegnati a impianti di seconda lavorazione o a specifiche aziende che impiegano i materiali nei loro cicli produttivi (esempio: “Comieco” per la carta, Covetro e le aziende impegnate nelle normative Raee, basti pensare solo ai milioni di Tv color che verranno smaltiti con l'introduzione del Digitale Terrestre .

A Genova esiste QUATTROERRE,costa moltissimo ai contribuenti,non incide se non per misere percentuali è complice del piano industriale di AMIU che come unico scopo ha quello di incrementare sempre di più il già ricco fatturato della discarica di Monte Scarpino .


In questo importante percorso sono molti gli interlocutori che possono dare il proprio contributo e primi fra tutti ci sono i consumatori (famiglie, bambini, giovani e adulti) che grazie alle loro scelte quotidiane permettono l'avvio del ciclo del riciclo, il mondo della scuola (studenti ed insegnanti) che educa le giovani generazioni e futuri consumatori ma anche enti, associazioni, comitati come il nostro ed aziende attenti alla salvaguardia dell’ambiente o che desiderano diventare tali.

In questo convegno,il nostro Comitato si propone come rappresentante degli interessi collettivi dei cittadini residenti sul territorio che da 40 lunghissimi anni sono costretti a convivere con la discarica e con tutti i disagi e le sofferenze legate alla sua attivita ,non possiamo certo rimanere fuori dalle scelte che si verranno a fare,come abbiamo già dimostrato in questi lunghi anni di lotte contro la realizzazione di quello che Noi chiamiamo l' INCENERITOREMOSTRO di Scarpino,


Con pari dignità e autorevolezza,insieme alla NUOVA AMIU fatta da Amministratori onesti,Medici per l'Ambiente e le Aziende interessate vogliamo lavorare per gestire finalmente una politica dei rifiuti al passo con i tempi,secondo i metodi che hanno dimostrato :


  1. Nessun impatto ambientale e nessun danno alla salute delle persone .

  2. La massima resa economica in termini sociali e diffusi,non solo per distribuire dividendi a queste

    potenti Lobby di “affaristi” ma per la tutela della salute pubblica come impone l'art 32 della

nostra costituzione .


INOLTRE,A TITOLO DI INDENNIZZO,PER QUEI CITTADINI CHE VIVONO ALLE PENDICI DEL MONTE SCARPINO,L'ABOLIZIONE DA SUBITO DEL PAGAMENTO DELLA TIA E SOPRATUTTO,CHE LE NUOVE ASSUNZIONI INDISPENSABILI PER UN VERO PORTA A PORTA VENGANO FATTE NEL PONENTE SESTRESE, COME PREVEDONO DEL RESTO LE LEGGI COMUNITARIE IN VIGORE.


NESSUN “BORZOLANO” AVVELENERA' MAI PIU' LA TERRA DOVE VIVE CON I SUOI FIGLI.

7月14日

importantissimo convegno

 

Comitato per Scarpino e-mail perscarpino@libero.it mobile 334 3275551

Scarpinodecide!


I INCONTRO TEMATICO DELLA

RETE LIGURE DEI MOVIMENTI


GENOVA BORZOLI 25 LUGLIO 2009



LA GESTIONE DEI RIFIUTI IN LIGURIA


incontro seminariale per definire un progetto regionale di gestione dei rifiuti e un programma di iniziative



mattina


ore 10.00 accoglienza, iscrizione, distribuzione materiali


ore 10.30 introduzione all'incontro


ore 10.45 relazioni delle situazioni locali per ogni ATO-provincia: Imperia, Savona, Genova, La Spezia: 1) Le aziende che agiscono sul territorio, eventuali iniziative per la riduzione dei rifiuti, le modalità della raccolta, lo smaltimento (impianti, discariche), la tariffazione. 2) Lo stato del movimento.


Le relazioni avranno una durata di circa 15 minuti, al termine di ciascuna qualche minuto per eventuali domande.


ore 12.15 dibattito complessivo sulle relazioni


ore 13.00 pranzo


pomeriggio


ore 15.00 continuazione dibattito generale


ore 16.00 presentazione delle proposte del comitato organizzativo


0re 16.15 discussione assembleare e decisioni


ore 18.30 conclusione



[PROPOSTE del comitato organizzativo:

  • formazione di un coordinamento regionale su ciclo rifiuti per dare continuità alle iniziative

  • pianificazione della comunicazione alla popolazione, a partire da alfabetizzazione

  • raggiungere gli obiettivi di legge della RD

  • convegno regionale

  • manifestazioni regionali]



Genova, 18/6/09 Il Comitato organizzativo

comunicato stampa

 


CoC Comitato per Scarpino

perscarpino@libero.it – mobile 334 3275551

Scarpinodecide!


COMUNICATO STAMPA


LA NONNA DICEVA SPESSO:

ANCHE SE E' PICCOLO RESTI INCINTA LO STESSO”


COME POTETE PENSARE DI POTER METTERE NELLE MANI DI AMIU QUALSIVOGLIA TIPO DI IMPIANTISTICA MODERNA,DELLA QUALE NON SAPPIAMO NULLA SULLE
EMISSIONI IN ATMOSFERA,VISTO CHE IN ATTIVITA' IN TUTTA ITALIA CE NE
E'
SOLO UNO PICCOLO IN PROVINCIA DI BERGAMO, QUANDO NON SANNO NEMMENO O MEGLIO,NON HANNO LA “VOLONTA' DI SEPARARE LA CARTA DALLA PLASTICA E “SCAMBIANO” I FANGHI DI DRAGAGGIO IN DARSENA CON GLI SCARTI DI LAVORAZIONE DEI PETROLI ?


 NOI CHIEDIAMO UNA ULTERIORE MORATORIA FINO A CHE NON SI SARANNO MESSI IN REGOLA CON LE NORMATIVE DI LEGGE IN VIGORE:

NESSUNA SCELTA DI IMPIANTO FINO A CHE NON CI SARA' ALMENO IL 65% DI RD RAGGIUNGIBILE SOLO ED ESCUSIVAMENTE CON UN VERO E SERIO PORTA  A PORTA CHE DECRETI FINALMENTE LA MORTE DELLA RACCOLTA STRADALE.

 INOLTRE,A TITOLO DI INDENNIZZO,PER QUEI CITTADINI CHE VIVONO ALLE PENDICI DEL MONTE SCARPINO,L'ABOLIZIONE DA SUBITO DELLA TIA E CHE LE NUOVE ASSNZIONI INDISPENSABILI PER UN VERO PORTA A PORTA VENGANO FATTE NEL PONENTE GENOVESE,VISTO CHE AL CENTRO/LEVANTE “OFFRITE”CAR E BICI SHARING MENTRE AL PONENTE SOLO GRONDE E INCENERITORE .


Ci sentiamo di apprezzare solo le scelte del Biodigestore e dalla stazione di compostaggio dell'umido ma:


COME PENSARTE DI RACCOGLIERE L'UMIDO ? COME A SESTRI E PONTEX ? IMPOSSIBILE!
Ci vuole la doppia raccolta porta a porta della frazione umida,la prima  presso le grandi utenze,mense,mercati ,scuole,allevamenti ecc..sfalci di potature,giardini ecc...

L'altra,per l'umido domestico che ha bisogno di un lavoro più capillare e nuove assunzioni.


FATE “SPARIRE” DALLE STRADE CASSONETTI E CAMPANE,FATE LIBERARE CON DECRETO COMUNALE AGLI AMMINISTRATORI DEI CONDOMINI GLI SPAZI NECESSARI PER METTERE I CASSONETTI A LETTURA MAGNETICA,BASTA SPORCIZIA E TOPI INTORNO AI CASSONETTI.

Solo cosi che il rifiuto sarà identificabile e di conseguenza PREMIABILE O SANZIONABILE.

SE NO: A CHE VI SERVE IL “ DIGESTORE ANAEROBICO “?


Visto che funziona solo con la “BIOMASSA” (frazione organica del rifiuto) NULLA A CHE VEDERE COL C.D.R. DA BRUCIARE E SOLO CON QUELLA ? IDEM PER IL COMPOST A TERRA.


PENSAVATE DI ZITTIRCI CON UN PEZZO DI STRADA CHE SERVE SOLO A VOI,PER CONTINUARE I VOSTRI TRAFFICI,EBBENE VI SBAGLIATE:


IL C D A DI AMIU NON HA PIU' LA NOSTRA FIDUCIA,IMPROPONIBILE AFFIDARGLI IL "CAMBIAMENTO EPOCALE" CHE CI ASPETTA PER USCIRE DA QUESTO DISASTRO AMBIENTALE.

I COMITATI VOGLIONO SOLO CHE SI APPLICHI IL RISPETTO DELLE LEGGI E LA TUTELA DEL TERRITORIO DOVE VIVONO CON I LORO FIGLI E NIPOTI.


NOTA BENE

Siamo regalando ai privati (Asja Biz )  un milione di euro circa ogni mese di ottimo BIOGAS estratto dai NOSTRI RIFIUTI e visto che a questo “squattrinato Comune” questi soldi fanno comodo,è urgente CACCIARE ASJA BIZ da SCARPINO per come ha lasciato morire Emiliano

Pino” Cassola, INGHIOTTITO NEL BUCO DELLA  BIOMASSA .Un LAVORATORE di 31 anni.


PRESIDIO PERMANENTE NO INCENERITORE

11月24日

DICHIARAZIONE DI INTENTI

                              TENETEVELA  PURE  LA VOSTRA MALEDETTA STRADA ,

                                      CHIUDIAMO INVECE LA DISCARICA DI SCARPINO "

 
Il piano provinciale individua altri 17 siti giudicati idonei , non sempre tutto , solo a Scarpino , cominciamo una seria riduzione di tutti gli imballaggi , mettiamoci in gara con i cosiddetti " COMUNI  RICICLONI " una volta ridotti drasticamente i volumi dei rifiuti prodotti , ci si potrà , sedere ad un tavolo , insieme ai cittadini residenti nel territorio e le amministrazioni per cominciare un serio programma di trattamento dell' ultima ridottissima parte di rifiuti , senza i cosìdetti “ SPECIALISTI DEL SETTORE " capaci solo di " INCENERIRE " montagne di  €uro  per le loro salatissime consulenze .
 
Noi manifestiamo con forza e fermezza , sempre nel rispetto delle leggi , che ci venga  garantito l' inalienabile diritto alla tutela della salute , come recita l' articolo 32 della nostra Costituzione , chiediamo che ci vengano riconosciuti i diritti più elementari , respirare aria pulita , poter riposare la notte, senza essere svegliati dal  fracasso dei camion diretti alla discarica con i loro veleni , sapere cosa in realtà trasportano dentro i loro enormi cassoni puzzolenti ma soprattutto partecipare alle decisioni che prendono questi cosiddetti amministratori pubblici chiusi nei loro lussuosi uffici del centro città o nelle loro ville in collina a Levante, lontano dal traffico e dall'inquinamento fregandosene dei nostri bisogni primari.

 

8月14日

LA SITUAZIONE OGGI 14 AGOSTO 2007

 

 

 

Il tema dei rifiuti – o, come noi preferiamo definirli, "materiali
post- consumo" – riveste una grande importanza nel quadro della
gestione ambientale di una città come Genova.

LA SITUAZIONE ATTUALE
Fino ad oggi, nella nostra città, il sistema si è fondato,
sostanzialmente, sulla messa a discarica della quasi totalità dei
rifiuti prodotti. Nella zona montana della Circoscrizione di Sestri
Ponente sorge, infatti, l'immensa discarica di rifiuti solidi urbani
della 'Grande Genova', dove vengono smaltiti 260.000 t/anno di RSU e
116.000 metri cubi di fanghi provenienti dagli impianti civili di
depurazione. La presenza della discarica ha pesanti conseguenze dal
punto vista ambientale e della vivibilità urbana. Si evidenziano, in
particolare, il problema del cosiddetto "percolato", che inquina
pesantemente il mare, ed i notevoli disagi subiti dagli abitanti
circonvicini a causa dell'incessante traffico di camion diretti alla
discarica. Nel corso del precedente ciclo amministrativo, le
competenti Amministrazioni hanno approvato, nel quadro del piano per i
rifiuti, il progetto per la costruzione, nello stesso sito di
Scarpino, di un inceneritore di dimensioni tali da raccogliere tutti i
rifiuti solidi urbani della Provincia di Genova (e non solo...). La
stessa discarica dovrebbe essere utilizzata per la messa a dimora
delle ceneri prodotte (circa il 20-30 per cento del conferito).

INCENERITORE: SI' O NO ?
Quella dell'inceneritore viene presentata come la soluzione ottimale
che risolverebbe nella maniera più semplice ed efficace il problema
della gestione dei rifiuti. Si tratta invece, a nostro parere, di una
scelta che va assolutamente respinta, per un'ampia serie di motivi.
Prima di tutto, si pongono non poche obiezioni di tipo sanitario ed
ambientale. Non possiamo qui approfondire, ma esistono numerose
ricerche che stanno valutando i gravi rischi per la salute dei
cittadini derivanti dall' emissione, da parte degli impianti di questo
tipo – oltre che di diossine ed altri inquinanti nonché delle
cosiddette "polveri sottili" (tutti materiali che, a detta dei
sostenitori dell'incenerimento, possono essere abbattuti attraverso
adeguati sistemi di filtraggio, peraltro molto costosi) – di
"nanopolveri" (ossia ben più piccole – e micidiali – dei famosi PM10).
Nel caso di Scarpino, va anche tenuto conto, in considerazione della
sua collocazione geografica, del rischio che i fumi prodotti
dall'inceneritore ricadano, per effetto degli agenti atmosferici, nei
laghi dell'entroterra che costituiscono il bacino fondamentale per la
fornitura di acqua potabile alla città di Genova. Altro aspetto, è
quello della gestione delle ceneri residue dall'incenerimento (come si
è detto, pari a circa il 20-30% del conferito) che costituiscono, va
assolutamente ricordato, rifiuti "tossico-nocivi" che richiedono
particolari modalità di trattamento. In questo senso, si smentisce
chiaramente l' argomentazione che sosterebbe la validità
dell'inceneritore, tra l'altro, quale soluzione che consentirebbe
l'eliminazione delle discariche. A tal proposito, è opportuno
sottolineare che la nostra contrarietà all' inceneritore non significa
certo essere favorevoli al mantenimento dello status quo per quel che
riguarda le discariche, che rappresentano un vero e proprio scempio
ambientale e vanno assolutamente ridotte al minimo e, in prospettiva,
superate (anche perché questo è l'indirizzo che ci giunge dalla
normativa europea), ma tale obiettivo va perseguito, come vedremo, in
ben altra maniera. Un ulteriore argomento portato dai pro-inceneritore
si riferisce ai benefici economici che deriverebbero dalla cosiddetta
"termovalorizzazione" dei rifiuti, ossia dalla produzione di energia
elettrica (ed eventualmente termica) derivante dalla loro combustione.
Riteniamo che tale valutazione sia del tutto insufficiente, in
un'ottica di "bilancio energetico" complessivo che tenga, ossia, conto
anche dell'energia consumata sia per trasportare i rifiuti nel luogo
di "termovalorizzazione" dai luoghi di produzione dei rifiuti stessi –
luoghi che, soprattutto nel caso di grandi impianti (come quello che
dovrebbe essere costruito a Scarpino), possono essere anche
notevolmente distanti – sia per riprodurre tutti quei materiali che,
con l'inceneritore, vengono letteralmente ridotti in fumo. Inoltre, va
tenuto conto del fatto che, mentre fino ad oggi, quello degli
inceneritori ha rappresentato un business economicamente molto
interessante grazie al perverso meccanismo di sovvenzione attraverso i
cosiddetti CIP6 (i quali, in origine destinati alla produzione di
energia da fonti rinnovabili, sono stati estesi, appunto, agli
inceneritori grazie all'introduzione del concetto di "fonte
assimilabile"), per i nuovi impianti tale distorsione dovrebbe essere
stata eliminata. Ma ci sono anche altre ragioni , per così dire, "di
principio" che ci inducono ad essere contrari all'inceneritore. In
primo luogo, riteniamo che tale modalità di smaltimento dei rifiuti
sia da respingere in quanto assolutamente coerente con un modello,
come quello dello sviluppo illimitato, del consumismo sfrenato e dello
spreco delle risorse, che noi rifiutiamo e che pensiamo vada
radicalmente cambiato per la sopravvivenza stessa del pianeta.
Inoltre, la costruzione di un inceneritore, proprio per la sua natura
di grande impianto industriale, ha tutte le caratteristiche della
"grande opera", con tutte le conseguenze che ciò comporta, anche dal
punto di vista della trasparenza e dell'influenza che possono avere
sui processi decisionali le lobby di potere, con il concreto rischio
di rappresentare un'opera che porterebbe vantaggi economici a pochi e
un grande danno, sia economico sia alla salute, a carico della
collettività tutta.

L'ALTERNATIVA Tutto ciò premesso, è evidente che non si tratta
soltanto di opporsi alla realizzazione di un'opera nociva ma di
proporre un nuovo e più intelligente modo di gestire quelli che
abbiamo definito come "materiali post-consumo". Ciò significa,
appunto, respingere il concetto di rifiuto che, in quanto tale, va
semplicemente raccolto e smaltito (ossia, fatto sparire) ed adottare
la logica del "ciclo industriale di gestione dei materiali
post-consumo". Una visione che parte dalla necessità, a monte, di
ridurre all'origine la produzione di rifiuti (ad esempio, con il
coinvolgimento dei produttori e dei distributori di beni di consumo
per attuare la riduzione degli imballaggi e l' utilizzo di materiali
riciclabili, l'istituzione ed estensione della vendita alla "spina"
dei prodotti quali detersivi, bevande, latte, la reintroduzione, ove
possibile, della "caparra a rendere" sui contenitori, e così via...).
Occorre, poi, realizzare una vera e capillare raccolta differenziata
dei rifiuti, istituendo la raccolta "porta a porta" (premiando in modo
consistente il cittadino che la esegue con diligenza) e favorendo il
recupero e il riuso, totale o parziale; dei prodotti di cui i
cittadini ritengono, personalmente, di non aver più bisogno. Una
raccolta differenziata di qualità consentirebbe, pertanto, di avere a
disposizione vere e proprie materie prime "secondarie" da destinare
all' industria del riciclo, prolungandone in maniera più o meno
indefinita la vita utile ed evitando, in buona parte, l'impiego di
ulteriori materie prime di tipo "primario". Ciò verrebbe a creare un
indotto con prospettive economiche ed occupazionali assolutamente
interessanti. Si noti, per inciso, che recenti stime hanno evidenziato
che il valore di mercato di materiali quali la plastica da riciclo è
sostanzialmente equiparabile a quello di materie prime come il
carbone. Va, infine, incentivata la realizzazione – attraverso la
raccolta della frazione umida, nell'ambito della differenziata – del
trattamento biologico di parte dei rifiuti (per la produzione di
biogas) e del compostaggio, che potrebbe risultare molto utile per il
risanamento del territorio extraurbano (data la sua natura in massima
parte montana), anche in un'ottica di rilancio delle produzioni locali
e di riduzione del ricorso ai fertilizzanti chimici. A margine di ciò,
si consideri che gli impegni assunti dall'Amministrazione precedente
di portare la raccolta differenziata dall'attuale, scandaloso, 15%
(peraltro, nettamente inferiore agli stessi vecchi limiti di legge,
fissati al 35%) al 40% circa, pur se encomiabili, sono assolutamente
in contraddizione con la costruzione dell'inceneritore che, per il suo
costante ed efficiente funzionamento, necessita di essere alimentato
con grandi quantità di rifiuti tali e quali: quantità che, se non
reperibili nei territori comunale e provinciale, andranno ovviamente
ricercati al di fuori di questi. LE PROPOSTE "POLITICHE" Una gestione
razionale ed efficace del ciclo dei "materiali post-consumo" deve
essere considerata una delle priorità per le Amministrazioni locali.
Ciò implica: - in primo luogo, una nuova elaborazione del Piano
Provinciale dei rifiuti, elaborazione che, peraltro, è resa necessaria
dall'inadeguatezza degli obiettivi di raccolta differenziata contenuti
nell'attuale Piano (circa il 40% al 2010) rispetto a quelli fissati
dall'ultima legge finanziaria (percentuale minima del 60%, sempre al
2010); - la ridefinizione del ruolo e degli obiettivi di Amiu.
Quest'ultima, infatti, oggi, è essenzialmente una società di raccolta
e smaltimento dei rifiuti, con la raccolta differenziata che si
presenta, di fatto, come un aspetto assolutamente collaterale di un
ciclo di gestione che vede, al suo punto finale, comunque
l'incenerimento: una "missione" assolutamente inadeguata rispetto alla
logica del già descritto "ciclo industriale di gestione dei materiali
post-consumo". Quest'ultimo, poi, si inserisce in una logica che deve
traguardare al cosiddetto "obiettivo rifiuti zero", inteso come
progressiva massimizzazione dei materiali da avviare al processo di
recupero/riuso/riciclo e tendenziale scomparsa della componente
residuale. Tale obiettivo, pur se non privo di difficoltà e che va
inserito in un contesto molto più ampio che coinvolge livelli
nazionali e sovranazionali, non va sicuramente considerato utopistico,
in semplice considerazione del fatto che esso è già stato adottato da
diverse amministrazioni in giro per il mondo, dal Giappone agli Stati
Uniti. Tornando ad Amiu, va chiaramente detto che, qualora la
definizione di una nuova "missione" per l'azienda si rivelasse non
realizzabile per mancanza di competenze e/o per resistenze di tipo
"culturale", deve sicuramente essere presa in considerazione la
possibilità di sostituire il gruppo dirigente dell' azienda stessa.
Ciò anche in un quadro che veda la ridefinizione dei rapporti tra
l'azienda e l'Amministrazione comunale. Oggi, infatti, si ha la netta
sensazione che l'Amministrazione abbia delegato completamente ad Amiu
la gestione – anche politica – dei rifiuti e che sia quest'ultima a
dare gli indirizzi in materia, con l'Amministrazione che li accetta,
appunto, per oggettivamente "dati". Occorre evidentemente invertire
tale situazione e tornare a quella che deve essere considerata la
normale ripartizione dei ruoli tra Amministratori, cui spetta il
compito di fissare gli obiettivi "politici", e azienda, cui compete
l'obbligo di perseguirli attraverso azioni finalizzate e coerenti; -
l'impegno a sostenere l'avvio in tempi il più possibile brevi di
progetti pilota (come quello proposto da alcune associazioni
ambientaliste per Sestri Ponente) che non vengano considerati come
degli esami (più o meno "truccati") per giudicare la fattibilità o
meno della raccolta differenziata "spinta" (come è già avvenuto nel
caso del quartiere di San Fruttuoso) ma, dando per acquisito che tale
raccolta differenziata va assolutamente fatta, debbano servire per
valutare le migliori modalità di articolazione della stessa sul
territorio, al fine di massimizzarne i risultati e minimizzare i
disagi per i cittadini. In tal senso, è evidente che il monitoraggio
ed il giudizio sui risultati di tali progetti pilota non possono
essere affidati a chi si deve impegnare nella realizzazione dei
progetti stessi, bensì ad un soggetto terzo super partes. Ovviamente,
la materia in esame è estremamente articolata e necessiterebbe di ampi
approfondimenti che evidentemente non possono essere affrontati in
questa sede. Abbiamo, però, la chiara consapevolezza che la società
civile, nella sua vasta articolazione di associazioni e gruppi di
cittadini, debba essere assolutamente coinvolta, attraverso adeguati
meccanismi partecipativi, affinché le Amministrazioni facciano scelte
mirate a tutelare la salute e a garantire il ben-essere della
collettività, in un quadro di difesa dell'ambiente e di risparmio
delle risorse. Del resto, solo se il processo decisionale sraà
realmente partecipativo, la cittadinanza potrà essere
responsabilizzata e stimolata a realizzare la raccolta differenziata
secondo le modalità e le regole che verranno indicate.

 

Come sempre sono bene accettate tutte le idee che ci permettano di rendere la nostra lotta più determinata e incisiva perche' non possiamo abbassare la guardia